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venerdì 5 ottobre 2018

ITALIA A TAVOLA, UNA VERA PASSIONE: 1 TURISTA SU 4 CI SCEGLIE PER L'ENOGASTRONOMIA


ITALIA A TAVOLA, UNA VERA PASSIONE: 1 TURISTA SU 4 CI SCEGLIE PER L'ENOGASTRONOMIA

Roma, 5 ottobre - Turismo ed enogastronomia. E' questo il binomio vincente per il futuro del turismo in Italia. Le eccellenze della gastronomia nostrana sono la prima motivazione di visita nel Bel Paese per 1 turista su 4: nel 2017 si contano oltre 110 milioni di presenze legate al turismo enogastronomico (di questi 43% sono stati italiani e il 57% stranieri), con una spesa che supera i 12 miliardi

I dati di Isnart-Unioncamere, presentati in occasione della conferenza "Dal Km Ø le emozioni del turismo" all'interno del Villaggio della Coldiretti al Circo Massimo, confermano l'importanza del rapporto tra territorio, turismo e agricoltura per lo sviluppo dell'economia italiana.

"La connessione tra le filiere dell'agricoltura e del turismo – spiega Roberto Di Vincenzo, Presidente Isnart è una delle basi per lo sviluppo sostenibile del territorio ed elemento distintivo dell'identità italiana. La targa "Italia" riesce a dare valore aggiunto alle nostre produzioni e alle realtà locali di origine, aggiungendo al contempo un'impronta emozionale unica ai soggiorni nel Bel Paese".
"Sono convinto che l'effetto dinamico del binomio turismo-enogastronomia – commenta Tommaso De Simone, Vicepresidente Unioncamere -  porterà dei benefici in tutte le componenti dei sistemi territoriali, da quelle economiche ambientali passando per quelle sociali. La conferma di ciò sta nell'evoluzione che ha subito negli ultimi anni il settore del turismo, sempre più attento ai trend emergenti. In particolare i turisti enogastronomici costituiscono un segmento sempre più numeroso, data la crescente importanza delle produzioni agroalimentari tipiche. Non è un caso che oggi i souvenir di prodotti tipici sono i più acquistati».

Il turismo enogastronomico a Km Ø
La degustazione dei prodotti locali permette al turista di scoprire il territorio, le eccellenze e le tradizioni che rendono unico il nostro Paese. Per questa ragione l'acquisto e il consumo dei prodotti tipici, a Km Ø, è sempre più al centro dalle scelte che muovono il turista in Italia: già prima della partenza il 23,8% ricerca informazioni sui ristoranti che offrono piatti caratteristici. 

La spesa media di questi prodotti si attesta a 13 euro al giorno a persona. Per il consumo di pasti nei ristoranti o nelle pizzerie, ogni turista spende mediamente 25 euro al giorno; mentre la spesa nei bar, caffè e pasticcerie è di 8 euro pro-capite al giorno.

Le imprese turistiche ricettive
Il binomio vincente fra turismo ed enogastronomia emerge anche dal recente sondaggio effettuato su un campione di imprese turistiche ricettive italiane. La ricerca evidenzia come il 25,4% delle aziende turistiche si muovono sempre più verso la creazione di proposte di pregio gastronomico, caratterizzandosi per offerta di prodotti anche molto di nicchia. Il trend è confermato anche a Roma per il 24,8% delle imprese.

Enogastronomia a Roma
Nella Capitale l'enogastronomia locale riesce ad attrarre il 27% dei turisti italiani e oltre il 29% di quelli stranieri. I turisti spendono in prodotti tipici circa 11 euro al giorno e per mangiare in ristoranti e pizzerie della Città si calcola una media di 26 euro al giorno a persona.

giovedì 7 dicembre 2017

Guida ai ristoranti del Ducato e dintorni


GUIDA AI RISTORANTI DEL DUCATO E DINTORNI

180 indirizzi golosi selezionati nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia


Copertina della nuova Guida ai ristoranti del Ducato e dintorni scritta da Errica Tamani

Quale modo migliore per conoscere un territorio se non quello di passare dai prodotti della sua tavola e dalla cultura enogastronomica delle pietanze tipiche di una zona? 
Turismo e buon cibo vanno sempre più a braccetto e la "Guida ai ristoranti del Ducato e dintorni" ne è una dimostrazione. 

Oltre 180 tavole selezionate nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia tra ristoranti, trattorie, osteriepizzerie, taverne e altre ancora, che non esauriscono la panoramica delle proposte culinarie della zona, ma si distinguono per i piatti proposti, nel riproporre tradizioni o viceversa innovazioni che meritano una menzione. 
Un nuovo lavoro editoriale affidato ad Errica Tamani, collaboratrice della Gazzetta di Parma, già insignita con il premio di miglior giornalista del settore food da Identità Golose.

La guida è uno strumento pratico e di facile consultazione per chi cerca un consiglio o un suggerimento su dove pranzare o cenare in zona: ogni scheda presenta in modo semplice e immediato il locale, i piatti e il tipo di gestione, con rimando al sito dove disponibile, le indicazioni del luogo, l'eventuale chiusura settimanale e il prezzo medio per un pasto completo, vini esclusi.

La descrizione dei piatti è semplice, ma accattivante e le note sull'ambiente e le caratteristiche della location fanno da invitante contorno. 
Le indicazioni grafiche, che si possono trovare a lato delle singole schede, aiutano ad individuare meglio la tipologia del locale rimandando alla pratica legenda a inizio volume.
In aggiunta il simbolo addizionale G contraddistingue quei locali che abbinano alla qualità delle proposte culinarie, accoglienza, disponibilità, atmosfera, servizio e cantina in modo da rendere l'esperienza a tavola ancora più piacevole, mentre a piè di pagina, per ciascuna scheda, c'è un piatto consigliato.

La sezione dedicata alle tavole di Parma e provincia è leggermente più corposa, non solo per la maggior conoscenza dell'autrice di quella zona, ma anche perchè la città ducale ha ottenuto il riconoscimento Unesco di Città Creativa per la Gastronomia.
In appendice infine si trovano i migliori indirizzi per tipo di pietanza, suddivisi in base alla provincia.
La Guida ai Ristoranti del Ducato e dintorni 2018 (207 pp., Graphital Edizioni) è in vendita in edicola con la Gazzetta di Parma al costo di € 10,00 più il prezzo del giornale.

Francesca Caggiati
Referente ARGA Parma e provincia
Associazione Giornalisti Agroalimentare

venerdì 27 aprile 2012

Viaggi del gusto, in pasticceria - La pitta 'mpigliata calabrese

pitta ,ncLa pitta 'mpigliata (o pitta ‘nchiusa) è un dolce calabrese di pasta sfoglia di antichissima origine popolare, a base di frutti raccolti alla fine dell’annata agraria e conservati poi per la bisogna in cucina della stagione invernale (mandorle, uvetta, noci, pinoli, fichi secchi che in autunno non mancano mai in questa terra) proposto nel proprio assortimento da alcuni siti di vendita on line di prodotti tipici calabresi (sempre e tassativamente prodotta secondo ricetta tradizionale), ovvero da acquistare solo in qualificate pasticcerie della zona.

Nella tradizione popolare della regione rappresentava un dolce da fine pasto offerto in occasione dei matrimoni, festeggiati ovviamente in casa; recita, a tal proposito, un documento del 1728 nel quale vengono stabiliti gli obblighi ed impegni dei rispettivi sposi (una sorta di vero e proprio contratto di matrimonio!!):“……a far la bocca dolce ai commensali penserà la famiglia dello sposo, che a fine pranzo dovrà offrire la pitta ‘mpigliata preparata anzitempo curando che la stessa sia di finezza giusta”.

Se tanto mi da tanto, visto che in tempi andati doveva essere una grande preparazione, ai giorni nostri rappresenta un “signor” dolce di pasticceria da gustare in ogni occasione in cui ci sia da festeggiare, Pasqua e Natale in particolare, chiudendo con gusto, tradizione ed artigianalità una qualunque occasione conviviale con gli amici.

rotoli pittaCome viene preparata: l’esecuzione della “Pitta” richiede maestria e soprattutto molta fantasia. Per la predisposizione della sfoglia si impasta anzitutto la farina con vino moscato bianco o vermouth, lievito naturale e un pizzico di sale. Questa viene poi stesa ricavandone una sfoglia rotonda e due quadrate sulle quali si versa un ripieno misto preparato con noci, pinoli, uva passa, miele, zucchero, cannella e fichi secchi.

Questi ultimi vengono creati a 'mo di rettangolini, arrotolati e disposti come un fiore normal_pitta2(…appunto ‘nchiusi, come dire racchiusi o raccolti) sulla sfoglia più grande rotonda, preventivamente cosparsa di miele, zucchero e cannella. Si cuoce il tutto in forno caldo ed in caso di eccessiva secchezza si bagna con acqua e miele.

L’arte pasticciera calabrese vuole che non ci sia da rispettare una forma prestabilita per questo eccezionale dolce: infatti, e se nella versione più comune questa viene proposta nella tradizionale forma “circolare” nulla esclude che non possa assumerne altre, a totale discrezione delle capacità e della fantasia del pasticciere di turno.

…..una vera delizia dunque, della serie “leccarsi le dita”!!!

martedì 29 novembre 2011

Degustazioni guidate di vini ed escursioni enogastronomiche in Chianti

La scelta di fare una vacanza in Toscana può essere dettata da vari motivi e interessi e sicuramente uno di questi è il desiderio di fare un pò di buon turismo enogastronomico. Decidere di scoprire i sapori dell'enogastronomia toscana in Chianti poi è addirittura una scelta indovinatissima per trascorrere un pò di giorni di relax e di gustoso benessere gourmand legato ai buoni sapori della tradizione vinicola e culinaria della Toscana.

Tutti coloro che scelgono di trascorrere una villeggiatura, un fine settimana o qualche giorno di ferie in Chianti per concedersi la bella esperienza di scoprire dal vivo scorci, arte, cultura, storia e l’enogastronomia di questo terrritorio ma non sanno a chi rivolgersi per muoversi con intelligenza tra le sinuosi e dolci colline del Chianti possono approfittare degli interessanti e caratteristici wine tour guidati organizzati dagli hotel in Toscana della compagnia alberghiera Ross Hotels Group.

Durante il loro soggiorno infatti tutti gli ospiti delle strutture alberghiere di Radda in Chianti, Gaiole in Chianti e Colle Val d’Elsa della compagnia toscana che lo desiderano, con un wine tour guidato possono visitare numerose aziende vitivinicole presenti in Chianti, ammirare i fantastici panorami e i maestosi castelli chiantigiani, respirare a pieni polmoni della buona aria salubre e naturalmente appagare il palato con le degustazioni di vini ed oli di questa verde e amena campagna della Toscana Centrale tra Siena e Firenze.

Tanto per fare un esempio delle escursioni enogastronomiche condotte dagli staff degli alberghi Ross Hotels Group, dall’hotel 4 stelle di Gaiole in Chianti L’Ultimo Mulino con l'ausilio di una guida specializzata è possibile accedere a diverse aziende del territorio e tra i vari tour enogastronomici molto suggestivo è sicuramente il tour del Castello di Brolio distante pochi minuti di auto dall’albergo. Una volta giunti al Castello di Brolio infatti è possibile:

  • procedere alla degustazione di 3 qualità di vini,
  • assaggiare l’olio extra vergine di oliva prodotto nei terreni del castello,
  • gustare le prelibate pietanze cucinate all’Osteria del Castello.

Uno dei vantaggi di aderire ad un wine tour degli alberghi Ross Hotels Group durante un weekend o una vacanza è sicuramente rappresentato dal fatto che le strutture ricettive organizzano Tour con autista e guida per esonerare gli interessati dal dover prendere l’auto e quindi per permettere loro di gustarsi in piena tranquillità tutti i profumi e tutti i sapori del Chianti.

Come sopra accennato, oltre che all’Hotel L’Ultimo Mulino di Gaiole in Chianti gli wine tour sono organizzati anche nelle altre strutture alberghiere della compagnia Ross Hotels Group ovvero:

  • Palazzo Leopoldo a Radda in Chianti,
  • Palazzo San Niccolò sempre a Radda in Chianti ,
  • Palazzo San Lorenzo a Colle Val d’Elsa tra Siena e Firenze.

Un conto è immaginare con la fantasia e tutto un altro conto è decisamente vivere di persona la bellezza del Chianti e quindi un buon consiglio è sicuramente quello di trovare un fine settimana o alcuni giorni liberi per dedicarsi alla scoperta enogastronomica di questo affascinante territorio caratterizzato da una profumata natura e da intensi e indimenticabili sapori genuini e veraci.

lunedì 11 aprile 2011

Turismo tra prodotti tipici: la tradizione dolciaria della Calabria, a Pasqua!!



Beh, anche a Pasqua la pasticceria calabrese si da’ da fare e fa parlare di sé con le sue tipiche produzioni di periodo, realizzate con arte, maestria e secondo i più rigidi canoni tradizionali, rispettando le più artigianali ricette gastronomiche della regione. Un modo per festeggiare con delizia e sapore la Resurrezione di nostro Signore, proposta con varie ed accattivanti referenze da siti di commercio elettronico della zona che sulle proprie vetrine virtuali evidenziano un offerta allestita sempre con interessanti e veraci “chicche” della gastronomia locale.


Un tempo, quando ancora merendine e brioches erano di là da venire, le massaie si mettevano d’impegno realizzando enormi quantità di questi tradizionali dolci, che sarebbero serviti poi a deliziare grandi e piccini per più e più tempo…diciamo fino agli inizi dell’estate almeno. Ai giorni nostri poche ormai sono le “casalinghe” che ancora si dedicano a questa “nobile arte” pasticciera di periodo: ma chi ancora riserva uno spazio del prezioso tempo a questa “pia opera di gusto” lo fa cercando di conservare i canoni e le ricette più antiche.


Interessante, in particolare è la gallinella con uova sodo, davvero una stravaganza in termini di lavorazione ed originalità, in particolare per i più piccini: come dire “anche l’occhio vuole la sua parte”!! Si tratta infatti di un dolce di pasta a forma di gallinella, con uovo sodo. La sua lucentezza è data dalla spennellatura, a fine lavorazione e prima della cottura, di tuorlo d’uovo sbattuto. Tra gli ingredienti farina, lievito, sale, semi di anice, uova sode ed aromi naturali, che consentono di mantenere la fragranza di questa ricercatezza per più e più tempo!!


La gurpinella (o chinulille pasquali) è un originale fagottino lavorato cotto in forno, con uva sultanina e mandorle tritate. Anche in tal caso la sua lucentezza è data dalla spennellatura, a fine lavorazione e prima della cottura, di tuorlo d’uovo sbattuto. Ed ancora una volta la sua preparazione viene realizzata solo con ingredienti naturali (farina, lievito, sale, semi di anice, aromi naturali, ripieno di uva passa e mandorle).


Il “pisaturo” (cullura, cuculi o cuzzupe) conosce una duplice versione: quella con uva sultanina, oppure quella con uovo sodo. Come si vede l’uovo sodo ricorre sovente nelle preparazioni di questo periodo per festeggiare, in particolare, in occasione della tradizionale Pasquetta, da trascorrere tassativamente con scampagnate all’aria aperta della primavera appena iniziata: e non potrebbe essere diversamente, visto che è simbolo di ri-nascita . Anche il pisaturo nella versione con uovo sodo assume una forma caratteristica, interessante ed accattivante, diremmo quasi a forma di bambolina.


Menzione a parte va fatta per la Riganella, in quanto la sua origine non è “strettamente calabrese” bensi delle varie comunità albanesi che si sono integrate secoli fa in varie zone del nostro meridione, a seguito delle persecuzioni turche ed ottomane. Ed ecco che i centri delle Presila Greca hanno fatto proprio questo dolce, con qualche variante anche nel nome (lariganata). Nei rituali calabresi è sempre presente il significato di rigenerazione ciclica della vita , che si esprime attraverso le forme, legate nella maggior parte dei casi al cerchio ed alla spirale. E’ difficile darne uno spessore storico certo; ma è inevitabile qualche confronto con mosaici tardo-medioevali. Tanto per cambiare, anche in tal caso la relativa preparazione ricorre solo ad ingredienti genuini:farina tipo “o”, olio di oliva, lievito, zucchero, latte, mandorle,marmellata, uva sultanina.


…..prego scegliere, dunque: anche la Pasqua calabrese ha molto da offrire, in questo periodo!!

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