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martedì 22 settembre 2020

Turismo in Italia: l'importanza di investire sulle persone

TURISMO IN ITALIA: 
L'IMPORTANZA DI INVESTIRE NELLE PERSONE

Dopo la crisi post-Covid e le difficoltà del periodo estivo, il comparto turistico italiano si muove su uno scenario ancora estremamente incerto.
Per sostenere il settore si stanno cercando soluzioni o proposte in diverse direzioni e da parte di differenti attori in gioco, ma quali sono gli investimenti più urgenti e necessari? Quali sono le risorse reali, quali le aree di miglioramento per il comparto turistico?

Spoiler: le persone con le loro competenze e professionalità, anche e soprattutto nel turismo.

Il Travel and Tourism Competition Index, da poco reso pubblico dal World Economic Forum, ci offre una fotografia del comparto mettendo a confronto 140 Nazioni, analizzate sulla base di indici economici molti precisi e dettagliati. 

Il quadro che ne emerge è estremamente interessante e dovrebbe servire come un faro nella notte del turismo post-Covid per indirizzare la strategia di investimento su un settore trainante, ma ancora non compreso del tutto nelle sue potenzialità, per la crescita economica dell'Italia.

Nella classifica stilata dagli analisti del World Economic Forum, per quanto riguarda la posizione generale l'Italia si mantiene a discreti livelli, con un ottavo posto a cui contribuiscono in particolare le bellezze naturali (per cui l'Italia si colloca al 7° posto) e l'offerta culturale, che ci vede al 4° posto, insieme al business travel.

Ma qual è l'elemento chiave che ancora frena la crescita economica del turismo in Italia? Non sono le infrastrutture, di cui si parla spesso come aspetto principale su cui si dovrebbe investire, visto che alla voce "Tourist service infrastructure", l'Italia si colloca al decimo posto su 140.

Quello che veramente impedisce di sviluppare al massimo le potenzialità del nostro Paese e che penalizza pesantemente la crescita del comparto travel è la mancanza di investimento sulle risorse umane

Infatti, quando si arriva alla voce "Human resources and labour market" il dato emerge in tutta la sua gravità: l'Italia precipita al 63° posto.

"Investire sulle persone, su quello che chiamiamo lo 'human factor', è fondamentale e sempre più urgente", commenta Elena Sisti, fondatrice di Elesta Art Travel, l'unico tour operator italiano con direzione artistica, che da sempre mette le persone e le loro competenze al centro del proprio approccio al turismo. "Appare incomprensibile che in un Paese come l'Italia si trascuri, o addirittura si ignori, il valore e il ruolo essenziale della preparazione delle tante figure professionali che fanno conoscere e amare il nostro Paese. In primo luogo le guide turistiche, che sono in grado di fare la differenza nel servizio offerto ai turisti, dando contenuti di qualità, introducendo con delicatezza e passione alla scoperta di luoghi più o meno conosciuti del nostro Paese, costruendo quella rete che di fatto contribuisce a portare visitatori e a far scegliere una destinazione turistica piuttosto che un'altra. Ma anche tutti gli operatori del turismo, sul cui aggiornamento costante si dovrebbe investire, per il futuro e per la crescita dell'Italia."

                               

"Valorizzare le figure professionali già esistenti dotate di elevate competenze è essenziale", sottolinea Valeria Gerli, presidente di ConfGuide-GITECAssociazione Guide Italiane Turismo e Cultura aderente a Confcommercio Milano e vicepresidente nazionale della Federazione ConfGuide, "ed occorre evitare di creare figure surrogate, non professionali, prive di preparazione e competenze specifiche, oltre che della necessaria abilitazione. Le guide turistiche sono i professionisti della divulgazione, della didattica e della valorizzazione dei beni culturali nei confronti di tutte le tipologie di pubblico. È indispensabile che il settore Cultura, ai diversi livelli amministrativi, si avvalga finalmente delle guide professioniste in tutti i progetti e in tutte le azioni, creando un'alleanza sistematica che avrà ricadute positive diffuse e farà della qualità la cifra caratteristica del turismo in Italia. La qualità, infatti, è l'unico antidoto alla crisi del settore.

"Il turismo è una economia delle relazioni", osserva Stefano CeciInnovation ManagerProfessore a contratto per la Laurea in Turismo, Management e Cultura dell'università IULM, co-fondatore dell'Associazione Startup Turismo, "che produce esperienza e che genera valore e ricchezza. Una tessitura che mette in rete luoghi, territori e imprese per la costante ri-generazione e valorizzazione della cultura.

                               

"Questa pandemia è certamente una piaga che ci sta martoriando nel più profondo ma diviene anche un'opportunità che ci permette di evolvere come seri professionisti dell'accoglienza", osserva Bernie GallottaChef Concierge & Guest Relations al Grand Visconti Palace di Milano e Patron ALPA Academy-Associazione Lombarda Portieri d'Albergo 'Les Clefs d'Or'. "Un'approfondita e necessaria formazione degli operatori li porterà ad adeguarsi a questa 'nuova normalità' nella miglior maniera, la tecnologia avrà certamente un ruolo importante nel sopperire alle esigenze dell'ospite, ma a fare sempre e comunque la differenza è il fattore umano, del quale non si potrà mai fare a meno.

Per diffondere e far comprendere il ruolo essenziale del fattore umano nel turismo, da cui dipendono sviluppo e crescita economica, e per sensibilizzare sull'importanza di investimenti nella formazione e nella valorizzazione, anche sui canali social, verrà adottato l'hashtag #fateviguidare.



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venerdì 18 settembre 2020

Restiamo a disposizione per qualsiasi necessario approfondimento. Grazie, Buon lavoro

Di seguito la nota di Global Blue sulla necessità di allineare le politiche fiscali per il turismo internazionale a quanto fatto dagli altri principali Paesi europei per non perdere competitività e attrattività, soprattutto in un momento storico nel quale il settore, rispetto allo scorso anno, ha registrato un calo del 90%.



Turismo internazionale, Global Blue: l'Italia rischia di perdere attrattività
Servono interventi immediati per allineare la normativa del Tax Free Shopping al resto d'Europa

Milano, 16 settembre 2020 - L'Italia rischia di rimanere il Paese europeo con la normativa fiscale meno attraente per i turisti internazionali che, non appena sarà possibile, decideranno di tornare a viaggiare nel Vecchio Continente.

 

L'Italia rimane immobile mentre gli altri "vicini-competitor" mettono in atto politiche fiscali sempre più attrattive. Che questo sia un ambito strategico per il rilancio dell'economia legata al turismo lo dimostra anche la recente decisione presa dalla Francia: il governo transalpino ha annunciato che dal 1° gennaio 2021 sarà possibile per i viaggiatori extra-UE chiedere il rimborso dell'Iva per acquisti personali da 100 euro in su, abbassando notevolmente la vecchia soglia ferma da anni a 175 euro. Un'importante svolta proveniente dal Paese che, finora, aveva il limite più alto di tutta Europa, "primato" che ora passa all'Italia.

 

Da noi, infatti, c'è ancora un livello stabilito nel 1993: per poter avere il rimborso dell'Iva i turisti devono spendere per ogni acquisto almeno 154,95 euro, le vecchie 300.000 lire. Situazione diametralmente opposta a quella di Germania e Spagna, dove da tempo è stata eliminata la soglia minima di spesa per il tax free shopping: in quei Paesi il rimborso è previsto spendendo qualsiasi cifra, anche pochi euro.

 

«L'Italia non può permettersi di non intervenire, soprattutto in un momento storico nel quale registriamo un crollo del settore del 90% rispetto allo scorso anno e nel quale lo stesso Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha sottolineato come si pone, su diversi fronti, un serio problema di competitività tra ordinamenti giuridici dell'Unione Europea» dice Stefano Rizzi, Country Manager di Global Blue Italia, società leader nel settore del Tax Free Shopping e con una vocazione naturale nella consulenza in ambito di turismo e retail.

 

«Senza correttivi è molto probabile che il turista cinese, americano, australiano, quando tornerà a viaggiare e fare shopping in Europa, acquisterà la borsa, l'orologio, le scarpe tanto desiderate in Spagna, Francia o Germania, invece di farlo in Italia. Così facendo, il danno economico si ripercuoterà principalmente sui piccoli artigiani, già in grande difficoltà a causa della crisi che stiamo attraversando, i cui prodotti, eccellenza del made in Italy, avranno ancora meno possibilità di essere venduti» sottolinea Rizzi. «Lo shopping è diventato un elemento in grado di influenzare e indirizzare un viaggiatore a preferire un Paese piuttosto che un altro. Dove fare acquisti, cosa comprare, quanto spendere viene sempre più spesso pianificato prima della partenza, prevedendo di dedicare a questa attività diverse ore se non alcuni giorni del programma di viaggio: sono dinamiche cruciali per la competitività di un Paese che non possono più essere ignorate. Ancora una volta chiediamo a Parlamento e Governo, in particolare ai ministeri dell'economia e del turismo guidati da Roberto Gualtieri e Dario Franceschini, di non sottovalutare il peso e l'importanza del settore imprenditoriale legato al turismo internazionale».


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50 Top Pizza: le 20 migliori pizze in viaggio in Italia - da taglio e asporto - 2020

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50TOP_logo
UNA GRANDE NOVITÀ FIRMATA 50 TOP PIZZA

PIZZARIUM DI GABRIELE BONCI AL PRIMO POSTO
DELLE 20 MIGLIORI PIZZE IN VIAGGIO IN ITALIA
- DA TAGLIO E ASPORTO - 2020
SUL PODIO
OLIVA PIZZAMORE (ACRI - CS) E SANCHO (FIUMICINO - RM)

Il 29 settembre in diretta streaming la gran finale di 50 Top Pizza
per scoprire le migliori pizzerie d'Italia e del mondo del 2020
50top_pizzeinviaggio-newsletter
Per la sua quarta edizione 50 Top Pizza, la prestigiosa guida on-line delle migliori pizzerie italiane e del mondo, presenta una grande novità: la classifica de Le 20 Migliori Pizze in Viaggio in Italia - da taglio e asporto - 2020. Tutti quei locali dunque frequentati per un consumo di tipo veloce e specializzati nei servizi di take away e delivery, al contempo capaci di offrire un livello qualitativo altissimo.
E al primo posto di questo speciale e nuovo ranking non poteva che esserci lui, Gabriele Bonci con la sua Pizzarium (Roma), mecca mondiale della pizza in teglia. Secondo Oliva Pizzamore di Acri (CS), del maestro pizzaiolo Antonio Oliva, punto di riferimento della Calabria. Terzo Sancho, insegna storica di Fiumicino (RM) gestita da Franco Di Lelio e la sua famiglia.

Questa la classifica completa de Le 20 Migliori Pizze in Viaggio in Italia - da taglio e asporto - 2020
  1. Pizzarium – Roma, Lazio
  2. Oliva Pizzamore - Acri (CS), Calabria
  3. Sancho - Fiumicino (RM), Lazio
  4. 'O Fiore Mio Pizze di Strada – Bologna, Emilia Romagna
  5. Gina Pizza - Ercolano (NA), Campania
  6. – Brescia, Lombardia
  7. Lievito pizza, pane… - Roma, Lazio
  8. Antico Forno Roscioli - Roma, Lazio
  9. Piedigrotta 2 Express - Il Pizz'ino – Alessandria, Piemonte
  10. Pane e Tempesta – Roma, Lazio
  11. Pizzeria Campana dal 1990 - Corigliano Calabro (CS), Calabria
  12. Granocielo - Avezzano (AQ), Abruzzo
  13. 20 Pizza & Delicious in Teglia - Cava de' Tirreni, Campania
  14. Pizzeria Paco Linus & Luca Iannicelli – Napoli, Campania
  15. Scrocchia – Bergamo, Lombardia
  16. 1947 Pizza Fritta Napoli – Napoli, Campania
  17. Pistamentuccia – Bologna, Emilia Romagna
  18. Pizzeria Mary Rose – Napoli, Campania
  19. Pizzeria Pizzica – Cosenza, Calabria
  20. Il sole di Napoli – Padova, Veneto
"La pizza viaggia da quando è nata – sottolineano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, curatori di 50 Top Pizza – e l'emergenza sanitaria ce lo ha ricordato, riportandoci alle origini di questo cibo popolare, quando non esistevano ancora le bellissime pizzerie di cui parliamo ogni anno. Abbiamo scoperto allora che anche in questo settore la qualità e la proposta hanno fatto passi da gigante. E non ci riferiamo solo al vincitore di questa classifica, che ha contribuito alla rivoluzione della pizza in Italia, ma a un fenomeno generale che investe tutte le regioni e tutti gli stili".

Il metodo utilizzato per stilare la nuova graduatoria è lo stesso che caratterizza ormai da anni 50 Top Pizza, ovvero una prima selezione dei locali operata dagli ispettori sparsi su tutta la Penisola e successivamente le verifiche nelle pizzerie, in totale anonimato. A essere attentamente esaminate sono state in primis la qualità degli ingredienti, poi la puntualità nel servizio, la compatibilità ambientale e, ça va sans dire, la pulizia e il rispetto delle norme di sicurezza.

"La tendenza è chiara – concludono i tre curatori - questo settore del mondo pizza è destinato a crescere sempre di più con il cambiamento delle abitudini. Ciò che era un'antica tradizione è diventata moderna necessità: avere in ufficio o a casa, oppure per strada, un prodotto sano, digeribile e realizzato con le migliori materie prime".

Cresce l'attesa intanto per scoprire le migliori pizzerie d'Italia e del mondo del 2020, le quali saranno svelate, insieme ai diversi premi speciali di questa edizione, durante la grande serata finale di 50 Top Pizza, in programma martedì 29 settembre alle ore 18.30 e trasmessa in diretta streaming sui canali Facebook di 50 Top Pizza, 50 Top Italy, Luciano Pignataro Wine Blog, FineDiningLovers, Voce di Napoli e Food Napoli, e sul profilo Instagram di 50 Top Pizza.

Partner dell'iniziativa:
Olitalia, Birrificio Fratelli Perrella, Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, S.Pellegrino & Acqua Panna, D'Amico, Pastificio Di Martino, Solania, Latteria Sorrentina.
PizzeInViaggio2020_Podio
Da sinistra verso destra: Gabriele Bonci (Pizzarium), Antonio Oliva (Oliva Pizzamore), Franco Di Lelio (Sancho).



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giovedì 27 agosto 2020

TURISMO (MAGENES, PRES. LOCALI STORICI): RIAPRONO LOCALI ICONA DELL’OSPITALITÀ. MA NOI COME FARI NELLA NEBBIA

TURISMO (MAGENES, PRES. LOCALI STORICI): RIAPRONO LOCALI ICONA DELL'OSPITALITÀ. MA NOI COME FARI NELLA NEBBIA

IN CITTÀ D'ARTE CALI TRA IL 50% E L'80% PER HOTEL, RISTORANTI E CAFFÈ STORICI

 

(Milano, 27 agosto 2020). "La riapertura, in questi giorni, di alcuni nostri luoghi simbolo come il Gilli di Firenze e il Biffi a Milano, si aggiunge alla ripresa delle attività post lockdown della grande maggioranza dei 220 locali storici italiani. Si tratta più di un segnale di speranza che di convenienza, visto che questi avamposti dell'ospitalità italiana - ognuno con una storia che sfiora mediamente i 2 secoli di vita - si sentono come dei fari nella nebbia, lasciati soli dal Governo e dai ministeri competenti". Lo ha detto oggi il presidente dell'Associazione Locali storici d'Italia (www.localistorici.it), Enrico Magenes, a commento della riapertura di alcuni luoghi simbolo dell'ospitalità del Belpaese.

 

"I nostri alberghi, ristoranti, confetterie, pasticcerie, caffè letterari e fiaschetterie, sono tra le principali vittime del virus – ha proseguito Magenes –. Hanno, in gran parte, condiviso il destino delle loro città d'arte, dello smart-working, della mancanza di turisti esteri che notoriamente cercano angoli di cultura e di storia in questi luoghi, del distanziamento difficile da gestire in queste 'gallerie' aperte al pubblico, con arredi d'epoca e opere d'arte". Secondo un recente sondaggio dell'Associazione, gli epicentri dell'ospitalità di Venezia, Torino, Firenze, Milano, Bologna, Roma, ma anche delle province storiche hanno accusato negli ultimi 6 mesi un calo del fatturato tra il 50% e l'80%, e lo stesso trend si può calcolare sul numero di addetti impiegati.

 

Tra le testimonianze, quella del Caffè Florian di Venezia, che ha riaperto solo 2 mesi fa proprio nell'anno in cui dovrebbe festeggiare i 3 secoli di vita, o la storica Pasticceria Lanfranchi di Cremona - mai una chiusura nemmeno per le 2 Guerre Mondiali - che si è chiamata presente a Pasqua coi i suoi concittadini per il delivery delle Colombe. Per non parlare degli alberghi icona di Venezia, Milano, Torino, Rapallo; di ristoranti e caffè di Verona e Ferrara, delle pasticcerie di Napoli e Milano, cui non bastano più iniezioni di capitali da parte dei soci o prestiti bancari. I Locali storici chiedono altro per non capitolare: da una legge con strumenti di protezione dedicati a contributi con rateazione a lungo termine, da sgravi fiscali al condono fiscale.

Veneto, Lombardia, Toscana, Piemonte, Liguria e Campania sono le regioni con la più alta presenza di locali storici, da secoli baluardi di stile e gusto made in Italy e frequentatissimi dai grandi della storia. In media attivi da circa 180 anni, sono guidati nella metà dei casi da 2 o più generazioni della stessa famiglia, con storie che scavano nel passato fino a toccare le 12 generazioni.

 

 




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mercoledì 26 agosto 2020

VACANZE, COVID FA CROLLARE DEL 30% SPESA A TAVOLA

VACANZE: COLDIRETTI, COVID FA CROLLARE DEL 30% SPESA A TAVOLA

 

L'emergenza Covid fa crollare del 30% la spesa turistica per la tavola a causa dell'assenza dei vacanzieri stranieri e della ridotta disponibilità economica di quelli italiani colpiti dalla crisi con drammatici effetti sulla ristorazione e sull'intera filiera agroalimentare. E' quanto emerge da una stima della Coldiretti sulla spesa turistica per il consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche, che scende nel 2020 sotto i 20 miliardi di euro dopo una crescita costante nel corso dell'ultimo decennio.

 

A pesare è soprattutto il crollo delle presenze dei turisti stranieri – spiega Coldiretti - a partire da quelli con elevate capacità di spesa come gli americani, colpiti dal blocco delle frontiere e dalle preoccupazioni per il ritorno della pandemia. Un'assenza che ha un impatto rilevante sulle attività di ristoranti, bar e agriturismi, oltre che sugli acquisti diretti di prodotti agroalimentari. Ad essere colpite sono state soprattutto le città d'arte storiche mete del turismo dall'estero con trattorie, ristoranti e bar praticamente vuoti.

 

Ma anche per i cittadini del Belpaese l'estate del coronavirus è all'insegna del taglio della spesa con un calo del 13% rispetto all'anno scorso di vacanzieri nazionali a causa della crisi economica o delle necessità di recuperare il lavoro perso con il lockdown, secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' con solo 34 milioni di italiani che hanno deciso di non rinunciare a un periodo di ferie per almeno qualche giorno. L'Italia quest'anno è di gran lunga la destinazione preferita – continua la Coldiretti – ed è scelta come meta dal 93% rispetto all'86% dello scorso anno ma la svolta patriottica non riesce a compensare il calo dovuto alla mancanza di stranieri e al minor numero di italiani in vacanza che hanno anche ridotto il budget.

 

La spesa media totale destinata dagli italiani alle vacanze estive è crollata complessivamente a 588 euro per persona per effetto di ferie più brevi, meno lontane e dedicate soprattutto al relax familiare con la maggioranza degli italiani in viaggio che – continua la Coldiretti – ha scelto di riaprire le seconde case di proprietà, o di alloggiare in quelle di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono nell'ordine anche campeggi con i camper molto gettonati, mentre sono in sofferenza gli alberghi.

 

Una scelta che ha favorito soluzioni casalinghe anche a tavola – spiega Coldiretti - con le regole sul distanziamento sociale e il timore di evitare affollamenti in bar e ristoranti che nell'estate 2020 hanno spinto infatti il ritorno del pranzo al sacco in spiaggia per gli italiani in vacanza, con una maggioranza del 29% che porta insalata di riso, pollo o mare ed appena il 6% le classiche lasagne, secondo l'indagine Coldiretti/Ixe' dalla quale emerge che nell'elenco delle preferenze ci sono anche la semplice macedonia con il 18%, la caprese di mozzarella e pomodoro che è un must per il 16%, la frittata di verdure o pasta (9%),la parmigiana (7%) e le polpette (4%).

 

Ma l'enogastronomia vince tra i souvenir – nota Coldiretti – con il 49% dei turisti che sceglie proprio un prodotto tipico da riportare a casa o regalare a parenti e amici come ricordo della propria villeggiatura e tra le specialità più acquistate vincono i formaggi davanti a salumi, vino, olio extravergine d'oliva e liquori. Anche nell'estate della pandemia la ricerca dei prodotti tipici è dunque diventata un ingrediente irrinunciabile delle vacanze in un Paese come l'Italia che è leader mondiale incontrastato nel turismo enogastronomico – conclude la Coldiretti – grazie al primato dell'agricoltura più green d'Europa con 305 specialità ad indicazione geografica riconosciute a livello comunitario e 524 vini Dop/Igp, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie con Campagna Amica, oltre alle numerose iniziative di valorizzazione, dalle sagre alle strade del vino.

 

"L'Italia è il solo Paese al mondo che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare che peraltro ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi di una bellezza unica" ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che "il buon cibo insieme al turismo e alla  cultura rappresentano le leve strategiche determinanti per un modello produttivo unico che può essere determinante nel rilancio del Sistema Paese così duramente colpito dalla pandemia".




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venerdì 21 agosto 2020

Turismo: boom di 'scambi casa' in Italia con HomeExchange (foto gallery)

Scambiare casa in Italia: 57.000 pernottamenti prenotati su HomeExchange per un turismo sostenibile, responsabile e sicuro

 

Il 63% dei viaggiatori sceglie l'Italia: Toscana, Trentino Alto-Adige, Puglia, Sicilia e Lazio nella top 5 delle destinazioni.


Milano, 20 agosto 2020 Lo 'scambio casa' piace ai viaggiatori italiani anche quest'estate: lo raccontano i dati i dati di HomeExchange, la più grande community di scambio case al mondo. Dopo la timida ripresa degli spostamenti turistici in giugno, mese durante il quale sulla piattaforma sono stati prenotati oltre 9.000 pernottamenti, i mesi di luglio e agosto hanno registrato rispettivamente 23.000 e 25.000 pernottamenti prenotati. Gli oltre 57.000 pernottamenti prenotati in tre mesi sono segno del desiderio dei viaggiatori italiani di rimettersi in viaggio in modo sostenibile, responsabile e sicuro.

Lo scambio casa organizzato su HomeExchange consente infatti di scegliere, in base alle esigenze proprie esigenze, abitazioni isolate e lontane da luoghi affollati; di usufruire di una casa o di un appartamento in esclusiva, senza incontri con altri turisti; di prenotare anche last minute; e di organizzare una vacanza davvero low budget, nell'abitazione o nella seconda casa lasciata libera da altri viaggiatori iscritti alla community.

 

La top 5 delle destinazioni italiane più prenotate dai turisti italiani su HomeExchange è composta da Toscana, Trentino Alto-Adige, Puglia, Sicilia e Lazio. In media, questa estate le richieste di prenotazione in Italia sono state il 63% del totale (nel luglio del 2019 erano state solo il 28%: il 72% dei viaggiatori italiani puntava all'estero), ma c'è chi non ha rinunciato alle vacanze fuori dai confini nazionali. Per questi utenti, la top 5 delle destinazioni su HomeExchange è stata Francia, Spagna, USA, UK e Olanda: anche lo scorso anno gli Stati Uniti d'America erano al terzo posto per prenotazioni da parte di viaggiatori italiani.

 

Scambiare casa è facile: è sufficiente registrarsi, mettere a disposizione della community la propria abitazione o la seconda casa nei periodi in cui si è disponibili a scambiarla, scegliere la destinazione e partire, con un costo di soli 130 euro che copre l'abbonamento alla piattaforma per tutto il nucleo famigliare per un anno, e che quindi consente scambi illimitati nell'arco dei dodici mesi.



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martedì 18 agosto 2020

Turismo, Property Managers Italia: “Abbandonati dal Governo, pronti allo sciopero fiscale”


Turismo, Property Managers Italia: "Abbandonati dal Governo, pronti allo sciopero fiscale"

Il presidente Bettanin: "Il settore extra ricettivo escluso da ogni incentivo, ultimo l'aiuto a fondo perduto per le 29 città ad alta vocazione turistica: è assurdo"

Milano, 18 agosto 2020 - Rappresentano il 5% del Pil nazionale, più della metà dell'accoglienza turistica in Italia, ma sono stati esclusi da ogni misura a sostegno delle imprese del turismo prevista dal governo per l'emergenza Covid. Stanchi di essere ignorati, gli operatori del turismo extra ricettivo sono pronti allo sciopero fiscale. "Qualora continuasse questa indifferenza totale del governo e del ministero dei Beni e della attività culturali e del Turismo pensiamo di mettere in pratica azioni più incisive, come lo sciopero fiscale" afferma Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia,  associazione nazionale di categoria del turismo residenziale che rappresenta più di 600 aziende italiane e non solo, che operano in maniera professionale in questo settore.

"Sembra che si ricordino di noi solo quando dobbiamo pagare le tasse: siamo stupiti dalla miopia del governo che abbandona centinaia di migliaia di operatori, che rappresentano il 55% dell'accoglienza turistica. L'Italia è l'unico paese in Europa che ha totalmente ignorato il comparto del vacation rental: eppure l'Italia è il terzo paese turistico al mondo!". 
Le strutture extra ricettive sono state escluse da ogni incentivo e sostegno, compresi il bonus vacanze e il nuovo aiuto a fondo perduto per 29 città ad alta vocazione turistica, riservato solo alle attività commerciali dei centri storici che per la mancanza di turisti stranieri hanno subito un calo del fatturato di almeno un terzo rispetto al 2019. "Noi per alcuni mesi abbiamo avuto un azzeramento totale del fatturato" spiega Bettanin. "Dopo l'estate ricominceranno momenti duri per le attività che vivono di turismo, centinaia di migliaia di persone si troveranno senza lavoro: il governo non può abbandonarle".




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