CorrieredelWeb.it Arredo&Design Arte&Cultura Cinema&Teatro Eco-Sostenibilità Editoria Fiere&Sagre Formazione&Lavoro Fotografia


IltuoComunicatoStampa ICTechnology Marketing&Comunicazione MilanoNotizie Mostre Musica Normativa TuttoDonna Salute Turismo




Ultime news su Turismo e Viaggi

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta prodotti tipici calabresi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prodotti tipici calabresi. Mostra tutti i post

martedì 17 febbraio 2015

E.commerce: è tutta una questione di "affidabilità"!!

Vendere sul web, che bella avventura: sembra essere una cosa semplice….a dirsi, in realtà cosa ardua a realizzarsi concretamente!! Infatti, a parte quelle che sono le normali difficoltà insite in questa forma più “evoluta” di commercio (il cliente “non vede e/o non tocca il prodotto, non conosce chi sta dietro al pc”……e via discorrendo) esiste anche una sorta di diffidenza legata all’affidabilità o meno dell’azienda nelle quali mani consegniamo il nostro denaro (il più delle volte “anticipando” il dovuto, in attesa della contestuale consegna dei prodotti!!!): “…e se questi non mi spediscono nulla???” O per meglio dire…”se la merce ricevuta non risponde alle mie aspettative??”
E senza dubbio alcuno l’approssimazione e spregiudicatezza di tanti venditori che si sono affacciati sul web pensando di far “soldi a palate…senza sudare” hasicuramente compromesso l’evolversi di questa forma di commercio in Italia, molto più indietro nel settore rispetto ad altri paesi europei…per non parlare degli Usa.
Comunque, e come sempre, le cose fatte per bene alla distanza ripagano: ne sa qualcosa Saporidellasibaritide, e commerce di prodotti tipici calabresi che, forte del suo impegno ormai pluriennale sul web, finalizzato alla soddisfazione dell’utenza servita, decise un po’ di tempo addietro di affidare i giudizi di correttezza ed attendibilità ricevuti dai clienti al sistema Cuge.org, entità imparziale i cui risultati non sono assolutamente manipolabili dall’esterno (dunque nemmeno dal portale “giudicato”) e di pubblicarli in home page del proprio e.commerce con una visibilità “libera” a chiunque: presto detto, i risultati sono eclatanti ed abbastanza eloquenti della serietà con la quale la vendita viene condotta, compreso il monitoraggio dell’iter di consegna e la verifica della qualità dei prodotti da parte degli utenti. Praticamente, ed a conti fatti, su oltre 100 giudizi si è rilevata una soddisfazione encomiabile…..per non dire completa, visto che sia le valutazioni ricevute che i commenti pubblicati sono oltremodo gratificanti.
Per i navigatori del web golosi di prodotti calabresi che si trovano a visitare questo “approdo gastronomico virtuale” un biglietto da visita niente male, non c’è che dire!!

lunedì 14 luglio 2014

Radice di liquirizia: parliamone un po' !!

La radice di liquirizia, tutto sommato una semplice radice di una pianta selvatica e infestante che imperava nei terreni delle campagne, quasi a non volerli “abbandonare“ quando era il momento di metterli a coltura: è questo il ricordo più o meno piacevole che ne ha chi ha vissuto e/o vive in Calabria, dato che la migliore qualità, come sostiene anche l’Enciclopedia Britannica, “is made in Calabria”.  

Eppure nasconde una infinità di proprietà inimmaginabili, al punto che ha ottenuto il riconoscimento di pianta medicinale del 2012; chiaramente i veri intenditori, per approvvigionarsi, cercano l'optimum del prodotto, ricorrendo a portali di prodotti tipici calabresi. Sembra infatti strano, ma anche una banale radice va trattata a dovere…..proprio come si suol fare in Calabria: infatti, vengono estratte secondo un antico rituale in autunno, quando la vegetazione sta per "addormentarsi", da piante di almeno 3 anni. “Sanificate” ed eliminate le radichette laterali, tagliate a tozzetti di 10/15 cm. vengono essicate, all’ombra o in ambiente riscaldato comunque non superiore ai 40°, conservandola poi in sacchetti o in vetro, evitando ogni minaccia di umidità vista la natura igroscopica del prodotto.
 
Gli effetti benefici che la radice di liquirizia può regalare sono infiniti, dato che vanno ben oltre il suo arcinoto e scontato uso (in quanto prodotto lavorato) dolciario: come sedativo della tosse ed espettorante (specialmente in preparazioni destinate ai bambini) ad esempio; o come antispasmodico e coadiuvante dei processi digestivi, in particolare per bruciori di stomaco e gastriti; ancora come terapia dell’ulcera, contenendo acido glicirretico notoriamente adatto per tali patologie; masticata poi è un deciso emolliente antinfiammatorio della bocca e delle gengive, calma le irritazioni della gola dei fumatori, schiarisce la voce e migliora decisamente l’alito;  uno studio pubblicato sul Journal of Natural Products sostiene che “…per la salute di denti e gengive non è necessario spendere soldi per dentifrici iperpubblicizzati…è sufficiente consumare radice di liquirizia”; molti ex fumatori, o quelli che sono in rapporto amore/odio con le beneamate bionde, fanno fronte alle crisi di astinenza “ciucciando” uno stecco di radice di liquirizia.
 
Ancora, sembra che la radice di liquirizia sia consigliata come coadiuvante nel trattamento del diabete di tipo 2 per le amorfrutins in essa contenuta: si tratta infatti di un gruppo di sostanze naturali con effetto anti-diabetico; a questa interessante conclusione è giunto uno studio approfondito condotto dai ricercatori del Max Plnck Institut of Molecular Genetics di Berlino. Sicuramente il solo uso di liquirizia non è di per se sufficiente a curare il diabete (la concentrazione è infatti troppo bassa): tuttavia i menzionati studiosi hanno affinato processi di estrazione particolari, per meglio ottenere concentrazioni di amorfrutins.
Sicuramente  è il caso di “sfatare (o almeno ridimensionare) la nomea”……che sconsiglia l’uso della liquirizia in caso di ipertensione: il dott. Fabio Firenzuoli del Centro medicina integrativa, Az. Ospedaliera Univ. Careggi di Firenze, sostiene che “…la polvere della radice di liquirizia rispetto all'estratto secco di liquirizia rilascia meno «glicirrizina» (responsabile appunto della pressione arteriosa alta)”.
 
La radice di liquirizia infine è indicata per preparare in casa del Liquore di liquirizia, secondo la ricetta  qui di seguito riportata
Ingredienti: 10 bastoncini di radice di liquirizia, 300 ml di alcool, 200 g di zucchero e 400 ml d’acqua. Mettere le radici di liquirizia in un contenitore, ricoprile con l’alcool e lasciare macerare per 25/30 giorni, trascorsi i quali far bollire l’acqua con lo zucchero e, una volta che quest’ultimo si sarà sciolto, spegnere il fornello e lasciar raffreddare. Unire l’alcool filtrato, mescolare e lasciar riposare per circa 1 ora, dopodiché procedere al relativo imbottigliamento.
 
Come si può ben capire, dunque, la liquirizia non è solo caramelle......anzi è molto di più!!!

mercoledì 11 giugno 2014

Vodka alla liquirizia: facile da preparare...come sciogliere lo zucchero nel caffè, praticamente!!!

La vodka, un liquore fresco che rievoca immagini e ambientazioni decisamente estive: magari servita in un bel bicchiere ghiacciato, gustata freddissima sotto un ombrellone, per rinfrancarci con il suo sapore esclusivo ed unico. E di varianti e gusti, negli anni, ne sono stati proposti tantissimi: alla pesca, al limone, al melone, alla menta….una sequela che difficilmente ha termine, considerando le infinite preferenze degli estimatori.

Si va facendo sempre più strada, di recente, la Vodka alla liquirizia, una combinazione di aromi che si sposa alla perfezione sia per il suo carattere deciso ed unico; ma anche, anzi forse perché rappresenta un ingrediente fondamentale per numerosi cocktail: il Mojito Nero (Rum, Soda, Vodka a Liquirizia, Lime, Zucchero di canna, Menta); Giotto (un “cicchetto” ottenuto con Vodka alla liquirizia e Triple Sec); Blacktail (Vodka alla Liquirizia, Rum e liquore al caffè miscelati in egual proporzione); Ice Drink (Shaker di Vodka alla Liquirizia con una pallina di gelato alla crema e poco ghiaccio); Alexia (Shaker di Vodka alla Liquirizia, Rum e crema di latte in egual proporzione e con abbondante ghiaccio, servita nella doppia coppetta cocktail)……..giusto per menzionare i più noti.

Ma..…c’è un “ma”: i veri intenditori della liquirizia, e del relativo liquore in particolare, sanno benissimo che la miglior produzione qualitativa di questa semplice radice è calabrese, come peraltro affermato dall’Enciclopedia Britannica, secondo la quale la migliore qualità is made in Calabria”. Dunque.….occhio ai tarocchi, anche in tal caso!!!

E secondo voi saremmo capaci di mettere in moto il “fai da te” e preparare in casa una buona vodka alla liquirizia??? Vediamo un po’ e testiamo le nostre capacità da “bricoleur, in cucina”, visto che è praticamente estate, il periodo ottimale per il consumo di questo liquore da servire tassativamente “ghiacciato”, o da riservare ed utilizzare quale ingrediente-base per i vari cocktail che consumeremo all’occorrenza.

Non c’è assolutamente da farsi prendere dal panico, dato che in commercio c’è la polvere di liquirizia, reperibile on line presso siti di vendita on.line di prodotti tipici calabresi, che ormai rappresenta un ingrediente esclusivo, facilmente utilizzabile (in quanto assolutamente solubile) per vari usi di cucina (per preparare in casa il liquore alla liquirizia, il gelato, il risotto zafferano e liquirizia o quello limone e liquirizia, il tiramisù alla liquirizia,……..)
 
Allora, andiamo per gradi, e prendiamo appunto di questa ricetta della Vodka alla liquirizia. 

Ingredienti: 100 gr di polvere di liquirizia calabrese, una buona vodka “base”, 100 gr di zucchero (per ammorbidire il gusto secco della vodka, addolcendo nel contempo il tradizionale “amaro” della liquirizia).

Basta miscelare il tutto per ottenere un liquore già pronto per il consumo “sin da subito”, mentre col trascorrere del tempo si otterrà una migliore “amalgama” dei vari ingredienti.

All’occorrenza, ed ove si preferisca un sapore più “dolce” ed una gradazione alcoolica più “blanda”, sostituire lo zucchero con uno sciroppo di zucchero preparato in casa (bollire per qualche minuto 100gr di zucchero in 50 ml di acqua): al solito “de gustibus non disputandum est”…..per cui la variazione delle dosi, o delle modalità di preparazione, dipende dalla propria “personalizzazione”.

Che ne dite... quasi quasi verrebbe voglia di “mettersi in affari”, non è vero??

giovedì 10 aprile 2014

Buonissimo: il gelato "fai-da-te" senza gelatiera.

Un buon gelato con ingredienti sani e genuini, ed in particolare “buono”??? O ti rivolgi ad una gelateria artigianale di fiducia, oppure metti in moto la gelatiera e te lo fai con le tue manucce, in casa. Ed allora chi la gelatiera proprio non ce l’ha, o vuol rimanere sull’artigianale “in senso stretto”…. comunque prediligendo le cose fatte in casa??? E che problema c’è…vediamo un attimino!!! 

Ad esempio, un gelato alla liquirizia calabrese fatto in casa e senza gelatiera …preferendo quella in polvere facilmente acquistabile su siti e.commerce di prodotti tipici calabresi: questo perché la polvere di liquirizia (conosciuta da molti anche come puro succo di liquirizia, e quella calabrese è comunque il “non plus ultra) si scioglie meglio, non lascia grumi…insomma diffonde alla perfezione nel preparato il suo indiscutibile sapore.

Allora..pronti con carta, penna & calamaio??? Eccovi la relativa ricetta!!

Gelato alla liquirizia senza gelatiera.

Ingredienti per 6 persone: 100gr di polvere di liquirizia, 300ml di latte, 350ml di panna, 150gr di zucchero

In un pentolino ponete la polvere di liquirizia, il latte e lo zucchero; avviate a fiamma bassa avendo cura di mescolare in continuazione finché i vari ingredienti non assumano omogeneità, sciogliendosi alla perfezione: occhio però…sempre a fiamma bassa e mai portando a bollore!!! Ad amalgama completata spegnete la fiamma e lasciate raffreddare; montate la panna a neve ed unitela nella liquirizia miscelando bene.
Mettete il composto in un contenitore con coperchio, riponetelo in freezer, avendo cura di girarlo e miscelarlo ogni 40 minuti, evitando così il congelamento e la cristallizzazione….ripetendo l’operazione per almeno altre 4/5 volte e sempre a distanza di 40/45min l’una dall’altra. Trascorse 5/6 ore in freezer il gelato è pronto per il consumo.

Visto come è semplice???....e voi che diffidavate!!!

mercoledì 9 ottobre 2013

Divagazioni "salutistiche" sui prodotti tipici calabresi - Lo sciroppo Propoli & Miele.

Disquisendo di "prodotti tipici calabresi" la prima idea o immagine che se ne ha è quella di squisitezze alimentari dal sapore forte, in particolare salumi, sottoli e tante altre prelibatezze di gastronomia caratterizzate prevalentemente da peperoncino piccante ed altri ingredienti decisi, da degustare magari a ritmo di tarantella & quadriglia........ 
scpm

Eppure la gastronomia della regione propone molto di più, tra le varie delizie alimentari. Come tra i Mieli & suoi derivati, dove non è difficile trovare delle vere e proprie chicche regionali che poco o nulla hanno a che fare con la descrizione sopra significata; prendiamo in analisi, ad esempio, una referenza delicata, a valenza salutistica e che va opportunamente considerata in particolare durante il periodo autunnale: lo Sciroppo Propoli & Miele di Eucalipto, da assumere prima dell'arrivo della stagione fredda per creare una vera e propria barriera naturale contro Sinusiti, Influenze, Raffreddori, Riniti, ecc.; in pratica una valida alternativa ai farmaci ed alle alchimie chimico-industriali per far fronte ai disturbi dovuti alle basse temperature.

La propoli tradizionalmente rappresenta, infatti, un antibiotico naturale che protegge da molti microrganismi: si pensi che già in natura viene opportunamente utilizzato dalle api per erigere un muro di difesa dianzi l'ingresso dell'alveare, evitando che indesiderati intrusi (insetti, piccoli roditori, ecc. ) entrino nell'arnia; o come "cemento mastice" per richiudere le fessure che si creano nell' alveare, per verniciare le pareti interne dell'arnia e per disinfettare gli alveoli e le celle reali.

Diffusa nella medicina popolare come antibatterico disinfettante, negli ultimi anni è stata oggetto di approfonditi studi e continue applicazioni pratiche con conclusioni sorprendenti: la Propoli può senza dubbio essere considerata un antibiotico naturale, le cui proprietà battericide ed antivirali esplicano una azione antimicrobiotica davvero efficace, combattendo le affezioni create da numerosi germi patogeni senza provocare nessuno degli effetti collaterali frequenti nei moderni farmaci. Dunque la Propoli, unita poi alla delicatezza e squisitezza del miele di eucalipto calabrese ed infusi di erbe aromatiche, beh......se ne ottiene uno sciroppo che è davvero il massimo!!!!! Miele di eucalipto ed infusi di erbe aromatiche, come è risaputo, svolgono infatti una azione balsamica, regalando un immediato sollievo alla gola e al naso chiuso, particolarmente indicati in caso di tosse e malattie da raffreddamento. Utilissimi, infine, ai fumatori che sicuramente avranno ammorbidita e calmata la fastidiosa tosse secca spesso presente e legata al vizio del fumo.

 Quest'anno facciamo "prevenzione" con lo Sciroppo Propoli & Miele: ne basta davvero poco, ogni giorno, per esser pronti ad affrontare gli acciacchi ed i fastidi della brutta stagione ormai alla porte.

lunedì 15 luglio 2013

...e se qualche sconto, sull'ortofrutta, lo cogliessimo su internet??

Quali potrebbero essere le primizie della bella stagione, in Calabria, che possono esser commercializzate mediante l’innovativo sistema del commercio elettronico, con certezza in pratica che arrivino a destinazione in ottimali condizioni??? 

E’ indubbio, infatti, che il territorio offre in questo periodo una infinità di prodotti ortofrutticoli ambiti ovunque, coltivati come al solito con un occhio attento alla natura…..sicuramente di qualità: ma proporli tutti mediante un sito di vendita on.line di prodotti tipici sarebbe pressoché impossibile, visti i problemi di “tenuta” delle relative referenze. Allora, vediamo un po’……scegliendone quelle che non “soffrirebbero durante il trasporto.

Sicuramente la proposta di un buon portale calabrese non può fare a meno delle patate novelle della Sila, prodotto ritenuto superiore in quanto viene coltivato nel Parco Nazionale, ad oltre 1000 metri di altezza, nella zona di Camigliatello Silano e dintorni, consentendole di avere forti connotazioni organolettiche e di essere l’unico prodotto di alta montagna del centro Mediterraneo. Ciò le riserva un sapore unico, forse per il fatto di possedere una percentuale di amido decisamente superiore alla media, rendendola più saporita e nutriente di quella che ordinariamente si riesce a trovare in commercio. 
Tra queste spicca sicuramente poi quella “rossa”. Sorprende infatti in tutti gli usi, ma sembra dare il meglio di se stessa nella preparazione in casa degli gnocchi. Il problema di alcune patate, infatti, è quello di avere troppa acqua nella loro consistenza; di conseguenza quando si impastano non legano uniformemente con la farina, ma creano i cosiddetti "grumi", sicché la preparazione diviene un po’ più dura; la “rossa calabrese”, invece, quando la si impasta con la farina si lega perfettamente con essa senza formare grumi. Si ottiene così una consistenza di farina e patata in ugual misura, sì da aver il vero gnocco di patate.

Altra eccellenza del periodo estivo della regione è rappresentata dalla treccia di Cipolle di Tropea, appena raccolte e confezionate, affinché possano essere poste in vendita nel periodo migliore: bella, rosseggiante e soprattutto saporita e profumata, dagli infiniti elementi salutistici riconosciuti unanimemente a questo naturale prodotto agricolo calabrese.

E poi, del peperoncino fresco piccante della Calabria..…ne vogliamo proprio parlare??? Rappresenta, in pratica, l’icona della gastronomia regionale, visto che la fa da padrona un po’ in tante prelibatezze gastronomiche: disporne di quello appena raccolto è davvero una chicca da non farsi mancare, da utilizzare nelle varie esigenze di cucina, ovvero da conservare per la bisogna successiva di tutto l’anno.

Ci sono, infine, un paio di “squisitezze” che sembrano a prima vista banalità…eppure rappresentano un indispensabile quanto essenziale completamento delle “cosucce” da tenere sempre a portata di mano: l’aglio in bulbi e l’origano selvatico a mazzetti, due “prodottini” che consentono di fare la differenza a qualunque preparazione gastronomica, in particolare per il loro aroma e profumo: non dimentichiamo, infatti, che sono sempre i particolari che connotano in modo originale qualunque cosa….anche, anzi specie, dietro ai fornelli.

E se queste specialità le acquistassimo tutte insieme, visto che più o meno tornano sempre utili ed essenziali in casa, magari riuscendo a spuntare un “taglio prezzo” sull’assortimento?? Più o meno come avviene quando facciamo acquisti di ortofrutta…un kilo di questo, una retina di quello, magari un assaggino di quest'altro...ed alla fine ci "scappa" pure lo sconto sul totale complessivo!!

Detto…fatto: qualche avveduto portale di vendita on line di prodotti calabresi ha indossato i panni del fruttivendolo, proponendo un assortimento di primizie calabrese....col taglio prezzo!!

 I tempi sono quelli che sono……e sfruttare un risparmio anche, anzi specie su internet, non guasta mai!!!!!!  

martedì 7 maggio 2013

"Regali" della primavera calabrese: il peperoncino piccante

I primi tepori della primavera, in Calabria, iniziano come ogni anno a regalare qualche "sciccheria" gastronomica della natura, che forse si qualificano come tra le migliori in assoluto; tra queste sicuramente il peperoncino piccante, frizzante e schietto come non mai, assolutamente naturale, dal sapore deciso e sicuramente unico nelle sue eccellenti qualità.....ed oltre; icona della gastronomia e della cucina della zona, viene proposto anche sul web tramite portali di prodotti tipici, nei quali si può spaziare su una offerta che va dal peperoncino fresco ed appena raccolto, ai sottoli e patè “piccanti”, ai famosi salumi dal sapore “deciso”, alla pasta elaborata con questa esclusiva spezia, alla marmellata di peperoncino…..e molto altro ancora!!!

Sicuramente ciò che rende “sua maestà il peperoncino calabrese” un prodotto di una spanna superiore rispetto ad altri similari è la naturalezza ed il rispetto della tradizione in tutti i suoi processi di coltivazione e produzione; si affaccia, infatti, sul mercato in genere (…e quindi anche sui siti di e.commerce) quando il primo sole caldo ne consente l’ottimale maturazione (fine aprile/inizi di maggio), piuttosto che in tutti i periodi dell’anno (ciò significherebbe una produzione in serra, con contestuale forzatura di coltivazione),regalando la sua disponibilità sino ad autunno inoltrato.

….e poi??? Nessun problema, visto che gli stessi portali di prodotti tipici che propongono il prodotto “fresco” sul web dispongono, tra le varie referenze, anche di un interessante trito di peperoncino essiccato e macinato…..senza nessun altro ingrediente: in pratica scaglie e semi di peperoncino calabrese,utile ed indispensabile in cucina per ogni esigenza eventuale, sì da regalare un tocco "deciso" alle varie pietanze. Ed è qui che la tradizione regionale fa la differenza: raccolto, infatti, di fresco, viene essiccato pazientemente e lentamente al sole, mai in forno, salvo che per qualche istante a fine procedimento di essiccazione, per assorbire eventuali tracce di umidità che potrebbero successivamente creare muffe o altro!!!

In tal modo, e per tutto l’anno, si può disporre di vero peperoncino piccante da utilizzare all’occorrenza nelle varie esigenze di cucina.

Praticamente…quel tocco di sapore calabrese, da tenere sempre a portata di mano!!!

lunedì 25 marzo 2013

"Irresistibili tentazioni"della rete: la pasticceria calabrese.

Crisi o non crisi gli acquisti sul web rappresentano ormai una realtà anche in Italia: vi ricorriamo un po’ per tutto, dalla prenotazione di viaggi, ai prodotti elettronici, ai libri….e perché no, anche per acquistare “tipicherie di gastronomia”, prodotti di nicchia difficilmente offerti dalla distribuzione, tradizionale o organizzata che sia. Tra questi ultimi una menzione particolare va fatta per i prodotti tipici calabresi che per la loro peculiarità, la squisitezza ed originalità hanno un “quid” di particolare che li distingue da quelli di altre regioni (senza ombra di dubbio anche essi eccezionali in termini di gusto ed esclusività).  

Alcuni siti di vendita on line di specialità della Calabria, visto che la domanda delle referenze regionali è tendenzialmente ben recepita e gradita dai sempre più numerosi internauti, ad un offerta di referenze già abbastanza “assortita” (ricordiamo che si tratta comunque e nonostante tutto di prodotti di nicchia!!) hanno accostato anche delle delizie dolciarie di buon grado e livello, in particolare prodotti elaborati secondo i più esclusivi canoni della tradizione ed artigianalità (non industriale…giusto per intenderci), e comunque preparati con ingredienti assolutamente naturali: ed ecco proposte sulle vetrine virtuali, così, tutte quelle “chicche di pasticceria”, i mignon, che stimolano la gola, il palato e la curiosità!!  

<peccatuccio di gola
, di tanto in tanto??!! E poi, visto che ci troviamo a realizzare l’acquisto di salumi, sottoli, formaggi, ecc. un paio di queste “fornobontà” val proprio la pena assaggiarle!!>>
  Evvai, allora, con queste tentazioni di gola, partendo in primis, dalle rinomate e particolarmente elaborate “peschette”, che richiedono per la loro preparazione arte e maestria da parte di esperti pasticcieri: dolci dal bellissimo impatto visivo, costituiti da un morbido corpo di pasta biscotto ripieno di crema nocciola ed imbevute in bagna alkermes, limone o mandarino; sono questi liquori, infatti, che connotano e danno colore in maniera particolare alle varietà proposte.  

Chiaramente non può mancare il classico assortimento di dolcetti di pasta di mandorle, gustosissimi e squisiti per via del cuore morbido che si scioglie in bocca, racchiuso da un guscio leggermente consistente: dolcetti di origini antichissime dove la tradizione di pasticceria calabrese ha fortemente conservato la ricetta tradizionale, garantendone così la bontà di sempre. Le varie tipologie proposte vanno ad esempio da quelli alla fragola, al limone o al pistacchio; ai fior di mandorla o quelli più tradizionali e canonici con la ciliegina al centro. E l’assortimento continua, spaziando dai fiocchetti di pasta frolla farciti con marmellata di limone, albicocca, crema di nocciola, ciliegia o ricoperti di cioccolata; ai “boccioli” ed “occhi di bue”, deliziosi dessert di pasta frolla farciti con marmellata di limone, albicocca, crema di nocciola o cioccolato; o ancora i morbidi pasticcini al cocco,…..

 Il tutto a prezzi decisamente competitivi...perché chi gestisce un e.commerce deve saper "prendere per la gola & farvi risparmiare"!!!!

venerdì 29 luglio 2011

Meloni della Calabria: praticamente non "si è mai alla frutta"!!

Di probabili origini africane (secondo alcuni invece provenienti dall'Asia), il melone arrivò in Italia in età cristiana, così come documentato da Plinio, diffondendosi rapidamente durante l'Impero Romano (veniva utilizzato piuttosto come verdura, servito in insalata) tanto che al tempo dell'imperatore Diocleziano fu anche oggetto di tassazione fiscale (laddove superassero un certo calibro e peso).

Anticamente il melone venne considerato simbolo di fecondità, forse in ragione dei numerosissimi semi, della estrema fecondità di questi frutti e della relativa pianta, la loro capacità generatrice ed incontrollata, opposta alla ragione dell'intelligenza.

Diffusamente presente in tutti i banchi ortofrutticoli, dolcissimo, simbolo della stagione estiva, sperimenta adesso a navigare sulla rete, in particolare la varietà Helios calabrese ( o gialletto) che si caratterizza per il suo colore giallo acceso, la polpa bianca ed il suo sapore ineguagliabile; lo si può infatti acquistare comodamente in quantità sufficienti alla bisogna familiare su portali e.commerce di prodotti tipici calabresi che lo propongono sulle proprie vetrine virtuali quando è giunto a naturale e giusta maturazione, non in serra o con artifici vari, bensì nel momento in cui il caldo sole della stagione ha compiuto “naturalmente” il suo dovere. Solo allora, infatti, la frutta è più ricca di vitamine, di sali minerali e di acidi organici essenziali per il corpo umano, visto che contribuiscono a spazzar via tutti i minacciosi e dannosi elementi del metabolismo. Anche per tale prelibatezza infatti, la Calabria, dove la natura sembra superare se stessa per il giusto areale e le ottimali condizioni pedoclimatiche, offre un prodotto eccezionale in fatto di qualità, gusto e naturalezza.

E se queste sono le qualità gastronomiche, occhio a tutte le sue virtù salutistiche; infatti è il frutto migliore per tutti coloro che, d’estate, vogliono in modo dissetante oltre che gustoso fare il pieno di vitamina A e C all’organismo, comunque limitando il valore energetico (dalle 20 alle 40 calorie per 100 grammi), ma in compenso è ricco di zuccheri (saccarosio, fruttosio e glucosio), sali minerali (potassio, sodio, calcio e fosforo) che regalano proprietà rinfrescanti e coadiuvanti per i processi digestivi. Possiede inoltre un’azione lassativa, mitigata dall’abbinamento con il prosciutto, e pare che il suo aroma abbia effetti benefici sul sistema nervoso. Alcuni studiosi argentini e tedeschi sostengono, in effetti, che il melone agisce sulla fluidità del sangue contrastando l’aggregazione piastrinica e questo contribuirebbe a dargli funzione cardio-protettiva per infarti, ma anche per ictus cerebrali. Tra i molti rimedi per lo stress ce n’è uno che non solo non pesa adottare ma è anche gradevolissimo ed in linea con la stagione. L’Istituto francese per la ricerca agricola ha realizzato, in seguito ad una ricerca pubblicata sulla rivista Nutrition, che l’alto contenuto di betacarotene del melone aiuta ad abbassare le proteine dello stress nell’intestino, contribuendo ad un maggior benessere con una cura semplice, ma che della cura non ha neanche il più vago aspetto.

La polpa del melone giallo estivo protegge, infine, l’epitelio intestinale, la pelle e favorisce la rigenerazione cellulare: perciò viene definito un cibo antinvecchiamento.

Il melone giallo è conosciuto anche con il nome di "melone d'inverno" per la sua caratteristica di poter essere conservato molto a lungo, a volte fino a gennaio. Anche se noto e consumato come frutto, è a tutti gli effetti un ortaggio della famiglia delle Cucurbitacee.

Di medie dimensioni, ha una scorza esterna piuttosto coriacea e di colore giallo intenso, abbastanza liscia, solitamente priva delle classiche fenditure del melone tradizionale. La polpa è bianco-giallastra, da qui anche il nome di "melone bianco", carnosa, molto ricca di acqua, piuttosto aromatica e zuccherina, con la presenza di semi gialli.

Per poter comunque gustare un prodotto al top l’importante è saperlo scegliere “ad arte”: e qui l’esperienza ha un’importanza non indifferente. Il gialletto può essere, infatti, scelto maturo per una consumazione entro 8/10 giorni dall'acquisto, oppure più acerbo, per essere conservato più e più tempo. Il melone maturo deve avere un colore giallo profondo, intenso, piuttosto scuro. Se picchiettato con le nocche non deve produrre alcun suono. La scorza deve essere intatta.

A seconda dei casi ed in funzione della scelta fatta, le modalità di conservazione sono diverse; quello maturo infatti va in frigorifero nello scomparto della frutta e verdura; non va sposto a temperature inferiori ai 5° C altrimenti potrebbe ammaccarsi. Si consiglia di non conservare il melone assieme alle verdure, poiché produce etilene che è in grado di deteriorarle. Se invece si acquistano meloni gialli per la conservazione invernale è importante tenerli in una cassetta forata, in un solo strato, in luogo fresco, asciutto e ventilato.

E che dire della versatilità che questo semplice frutto può offrire, andando oltre la sua scontata funzione di “fine pasto”?? Un compito assolto egregiamente, appunto, dai portali e.commerce di prodotti tipici calabresi che hanno deciso di proporlo in rete, e che ne suggeriscono ricette accattivanti, chicche d'uso facili da realizzare e soprattutto uniche; certo, ed appunto, come fine pasto, da solo o come ingrediente di squisite macedonie, ma anche come primo appetitoso (ed allora, sperimentiamo ad esempio l’insalata di orecchiette, prosciutto e melone); oppure, spaziando verso i secondi piatti, tipo “melone a spicchi con ricotta e prosciutto croccante”, una esclusiva che in pochi conoscono ma che delizia sicuramente una volta preparato e portato in tavola (della serie" ....chiedere il bis!!"); o ancora, rimanendo nella categoria dei “secondi” l’insalata di pollo e melone o l’insalata di lattuga, melone e mozzarella: fresche pietanze, insomma, che deliziano d’estate e rifocillano dalla calura della bella stagione, anche perché il melone è schietto, fresco, maturo e saporito proprio adesso. Ed ovviamente l’ovale del gusto ci delizia anche nei dolci e nei fine pasto, con la crostata di pistacchio al gelo di melone; il gelato al melone fatto in casa; il sorbetto al melone, un gelato/non-gelato che non mancherà di sorprenderci e di sorprendere i nostri commensali. Insomma, il gialletto non è soltanto un semplice frutto da servire affettato.

Il melone Helios calabrese: un “giallo d’estate” dal finale sorprendentemente gustoso…..…sempre!!!

martedì 14 giugno 2011

Due passi in Calabria per scoprire il sapore e la salubrità della cipolla di Tropea.

Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe giunto il giorno in cui la prelibata Cipolla Rossa di Tropea sbarcava sul web??? Eppure è così: questa esclusiva ricercatezza, quella vera ed originale, finalmente naviga in rete ed approda sulle vetrine virtuali di portali e.commerce di prodotti tipici calabresi!!!



Coltivata da novembre nelle campagne di determinati territori (calabresi in particolare per potersi a giusta ragione avvalere del titolo di prodotto IGP), viene raccolta nella tarda primavera, affinché possa essere posta in vendita nel periodo migliore: bella, rosseggiate e soprattutto saporita e profumata.



Ma le caratteristiche essenziali del prodotto non si fermano al suo elemento prettamente gastronomico, dato che chi la conosce già ne apprezza in genere solo il suo gusto e la sua originalità culinaria. Si tratta infatti di una prelibatezza in senso lato…anche nel suo rovescio della medaglia, visto che ormai ci sono infinite pagine che sottolineano gli elementi salutistici riconosciuti a questo naturale prodotto agricolo calabrese.



Ne è’ provata infatti la sua azione benefica a livello dermatologico; per i dolori artritici, nei raffreddori (per il contenuto di vitamina C), per la sua valenza antiemorragica. Il contenuto di elementi della vitamina E, quali il magnesio, lo iodio, lo zinco, il selenio,il ferro risultano essenziali poi nella dieta per la prevenzione del cancro. Il consumo di cipolla ci assicura un aumento dell’attività fibrinolitica del sangue, dunque, contro le malattie cardiovascolari e infarto.



E della sua digeribilità…ne vogliamo proprio parlare??? Ecco, un consiglio spassionato ci sentiamo di darvelo per tutte le occasioni in cui si fanno pasti piuttosto grassi: accompagnare a questi, contorni di cipolle di Tropea fritte o lessate, in quanto le sostanze in esse contenute permettono di neutralizzare l’azione coagulante che questi grassi provocano nel nostro sangue e nel contempo evitano che questi grassi si trasformino in colesterolo.



E se invece cercate delle ricette originali per guastare il prodotto, ecco le varie “chicche” d’uso consigliate dagli stessi portali che pongono in vendita il prodotto. Giusto per stuzzicarne la curiosità e l’appetito vi proponiamo ad esempio TONNO, FAGIOLI E CIPOLLA DI TROPEA”. Un buon tonno di qualità, cosicché anche l’olio al suo interno può essere utilizzato e non buttato come accade di consueto; dei fagioli in vetro; della cipolla di Tropea affettata finemente e ammollata per un paio d’ore in acqua tiepida con aceto e zucchero. Una volta scolata condirla con sale, pepe e l’olio del tonno, ed unitela agli altri ingredienti.



Naturalmente un prodotto di punta della gastronomia calabrese quale è la Cipolla rossa di Tropea, non può fermarsi alla sola “materia prima” visto che tanti sono i relativi derivati. Ad esempio la Cipolla di Tropea in agrodolce, un contorno che accompagna tutti i secondi, ovvero utilizzata come ottimo ingrediente per insalate miste ed in particolare per insalate di pomodori freschi. Può essere gustata con l'aperitivo o per completare sfiziose ricette.



Passando poi ad una vera esclusività della regione, la Confettura di cipolla di Tropea, un accostamento che a prima vista potrebbe sembrare “poco ortodosso”, ma che una volta assaggiato rileva tutta la sua esclusività in vari usi: ideale ad esempio per la carne lessa, sul formaggio pecorino stagionato, sul caciocavallo, gorgonzola ed anche sulle frittate in genere.



Cipolla rossa di Tropea, dunque….perché il vostro palato vi ringrazierà sicuramente!!!

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *