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mercoledì 26 aprile 2017

GIVI EXPLORER: i protagonisti di Around Gaia si raccontano:"E' stato il viaggio di nozze più lungo e avventuroso della storia!"

Ivana Colakovska, macedone, 32 anni e Manu Torres, spagnolo, 34 per quattro anni, su una piccolaYamaha Ténéré 660, hanno attraversato i 5 continenti:  
59 Paesi visitati e 150.000 km percorsi in moto. 

Tutto documentato sull'ormai celebre blog. Hanno incontrato i media italiani nella sede della GIVI a Flero (Brescia) oggi 21 aprile 2017.


Flero(BS).  Around Gaia (Terra in greco) è una straordinaria avventura in moto durata ben 4 anni, che ha visto la GIVI come sponsor tecnico.  
E' il 17 aprile 2013 quando una coppia di giovani a bordo di una piccola Yamaha Ténéré 660 - Ivana Colakovska, macedone, 32 anni e Manu Torres, spagnolo, 34 - parte da Siviglia (Spagna) per realizzare un desiderio ambizioso: attraversare i cinque continenti su due ruote senza programmi, GPS o tools di navigazione "per mettere a fuoco una nuova visione del mondo, portare aiuto al prossimo e abbattere ogni preconcetto". 
Sulla loro "mappa del pianeta" solo tre punti fermi, diaposti agli estremi della terra: Uluru in Australia, Ushuaia in Argentina e Deadhorse in Alaska; fra le regole ferree nessun budget per l'alloggio - scelta dettata dalla volontà di farsi ospitare dai locali per conoscerne meglio la cultura- e la determinazione a risolvere ogni problema sul posto senza scoraggiarsi o tornare  indietro.
Quando si sono conosciuti i due si guadagnavano da vivere vendendo collane e braccialetti artigianali sull isola di Mykonos in Grecia, ma per coprire le spese del loro lungo viaggio si inventano reporter.  
E' così che, fotocamera e computer alla mano, nasce l'idea di condividere la loro esperienza dapprima inviando articoli a testate specializzate, poi attraverso Facebook (150.000 "mi piace" settimanali) e il fortunato blog www.aroundgaia.com che adesso conta circa 26mila follower.
Prima però si sposano, il 12 aprile 2013: "Per questo possiamo dire che siamo ancora in luna di miele!". Probabilmente la più lunga e avventurosa della storia!
Nel 2014 nasce il sodalizio con Givi: "Il desiderio di partire per aprire la mente e il messaggio di solidarietà insito in questo progetto sono gli aspetti che mi hanno colpito profondamente e che distinguono 'Around Gaia' dagli altri viaggi - spiega Pietro Ambrosioni, Global Communication Support dell'azienda –. L'idea di una collaborazione è stata naturale: in più, ironia della sorte, abbiamo scoperto che i due viaggiatori, per loro scelta personale, utilizzavano già con le valige rigida della nostra linea GIVI Trekker dedicata al touring"
L'equipaggiamento Givi di Ivana e Manu per i quattro anni: borse morbide waterproof per affrontare qualsiasi cambiamento del meteo, valigie rigide della linea Trekker Outback adatte a percorsi in e off-road, barre paramotore e fari supplementari fendinebbia.
Oggi nonostante le cadute e le numerose avversità sostenute e superate, i due tenaci motociclisti hanno raggiunto il loro obiettivo: 59 Paesi visitati e 150.000 km percorsi in moto. Per raccontare l'esperienza hanno incontrato i media italiani nella sede della GIVI a Flero (Brescia) oggi 21 aprile 2017.
E dopo la breve tappa in Italia, prevedono di rientrare a Siviglia, fermarsi un mese e ripartire alla volta dell' Europa per un tour promozionale, sempre in sella.

Ecco i ricordi e i momenti forti della loro esperienza:

Il disagio: freddo a 20 gradi sotto zero sulle montagne del Pamir nell'Asia Centrale e la guida solitaria su strade ghiacciate a 5.000 metri di altitudine, oltre al mal di montagna sulle alture boliviane.
  
L'incidente peggiore: nella Patagonia cilena (ottobre 2014)  in una zona molto remota dove l'ospedale più vicino era a 30 km da noi, Ivana si rompe i legamenti. Quattro giorni per trovare un medico e scoprire che la situazione era ben più grave. C'erano anche due ossa rotte: intervento chirurgico, 9 viti e una piastra. Un mese e mezzo di recupero e dopo un altro mese a Buonos Aires. Poi di nuovo in sella.

I bei momenti - Tanti che ci rendono difficile sceglierne uno o due.  E' importante quello che abbiamo capito della vita: il presente è una possibilità unica. La nostra responsabilità è viverlo il meglio possibile e non perdere tempo, poichè il tempo passa come la vita. E il modo migliore è quello di seguire le proprie passioni e istinti, una strada che  porti a rispondere alle  domande più personali, anche quando può essere davvero difficile continuare perché solo così si raggiunge la felicità.  
Nelle zone di guerra e tra i signori della droga- Nel 2015 eravamo in Colombia durante il processo di pace finito con la guerriglia delle Forze armate rivoluzionare- FARC: è stato un periodo critico di grande insicurezza. Inoltre abbiamo guidato dallo stato di Sinaloa, in Messico, il centro del mondo dell'impero del narcotraffico quando il signore della droga Chapo Guzman, fuggito dalla prigione per la seconda volta, si era nascosto proprio lì. L'esercito e gli altri cartelli hanno trasformato lo Stato di Sinalola in una sorta di zona di guerra. A due altri viaggiatori come noi, australiani, che si muovevano con un furgone, è andata male, sono stati uccisi e bruciati. Poi in Sudan, Paese in guerra, e in Egitto, che vive grossi problemi di terrorismo, siamo stati costretti ad essere scortati dalla polizia più volte, per 24 ore. Ma ricorderemo sempre le persone di queste aree come gente amichevole, ospitale e buona.
D'altronde viaggiando in moto in tutto il mondo,  il rischio c'è sempre. Muoversi continuamente, affrontare situazioni diverse, incontrare nuove persone ogni giorno e dover trovare una soluzione originale per ogni problema sono esperienze che riescono a farti accettare questa vita e a minimizzare la sensazione di pericolo. Altrimenti sarebbe impossibile andare avanti. Il clima estremo, la fauna selvatica, le zone di guerra, la delinquenza, gli incidenti, le ma
lattie tropicali, la corruzione... Ogni giorno dobbiamo affrontare questi o altri pericoli. E sai bene che ogni singola corsa sulla strada improvvisamente potrebbe trasformarsi nell'ultima.
E come è stata la vita di coppia? - La vita in coppia può essere decisamente molto dura quando si è insieme 24 ore su 24 e per la maggior parte del tempo non c'è un centimetro di distanza tra i due corpi. Molti piloti in tutto il mondo possono testimoniare come durante la guida noi due "combattiamo" sulla moto! Siamo due persone molto diversee l'uno dall' altra. Ma condividiamo la passione per il viaggio e l'avventura, ad entrambi non interessa sacrificare il comfort e la sicurezza per l'amore e il mistero che la strada ci offre, così con il tempo abbiamo trovato il modo di mettere a frutto le nostre differenze caratteriali per diventare una buona squadra.
I luoghi meno conosciuti e più emozionanti che consigliate di visitare?
1. Il tramonto dalla cima della duna di Sole in Sudan ammirando il Nilo che taglia il deserto del Sahara.
2. I villaggi di Maasai attorno al lago Natron in Tanzania.
3. Il fiume Liard in British Columbia (Canada) con le acque primaverili calde 
Progetti futuri? Prima di questo lungo viaggio ci siamo guadagnati da vivere "on the road". Abbiamo alternato l'estate a Mykonos al viaggiare durante il resto dell'anno con lo zaino in spalla fino a quando non abbiamo provato una vecchia Royal Enfield degli anni '70 in India. Come potete vedere quel viaggio ha cambiato tutto Ora lavoriamo grazie alla nostra stessa avventura documentando ogni cosa: le esperienze e le riflessioni personali, la fotografia, le motivazioni profonde e i nostri sponsor. Per quanto riguarda il futuro più prossimo abbiamo intenzione di produrre tutto il materiale raccolto durante il viaggio (fotografia, video e diario) e preparare il prossimo progetto. Viaggiare e documentare saranno ancora la base di tutto, ma abbiamo intenzione di fare piccoli cambiamenti con alcune sorprese. Il secondo viaggio sarà diverso, un'evoluzione di quello che stiamo finendo ora. Abbiamo intorno persone buone e professionali che vogliono unirsi a noi nella nostra prossima avventura per aiutarci a migliorarci nella raccolta della documentazione. Ma non è ancora il momento di parlarne.  Possiamo dire che entro la fine del 2017 vorremmo essere di nuovo in viaggio.
Quali sono stati gli accessori Givi rivelatisi più utili e in quale contesto?
Naturalmente le valigie Trekker Outback di GIVI sono state molto importanti durante
il viaggio mantenendo il nostro scarno bagaglio al sicuro dalla pioggia, dagli incidenti e dai ladri. Queste diventano poi le sedie dove riposare prima di una lunga giornata sulla strada e, prima di aprire la tenda, la scrivania su cui scrivere i  diari o postiare le foto sul computer; la cucina dove tagliare il cibo e molto altro ... Quando vediamo la nostra moto
senza queste borse, sembra un po' nuda e fragile, invece quando la vediamo con le GIVI Trekker sappiamo che sarà una giornata interessante.


GIVI 
Passione, design e artigianalità italiana, forte attitudine tecnologica e profonda conoscenza dei materiali: sono questi gli ingredienti del successo internazionale di GIVI, un percorso che ha trasformato una piccola officina di Brescia in un punto di riferimento mondiale per gli accessori moto. 

L'azienda oggi ha distributori in più di 70 Paesi, filiali in America, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, unità produttive dirette in Brasile, Malesia e Vietnam per i rispettivi mercati locali; e può vantare lo stesso spirito intraprendente del giorno della sua fondazione. 

La mission GIVI è racchiusa nell'impegno di progettare, realizzare e distribuire prodotti di qualità, in grado di elevare l'equipaggiamento della moto e del motociclista in termini di prestazioni, comfort e sicurezza. 

In più, GIVI offre la più vasta gamma di sistemi di ancoraggio specifici con brevetti di fama internazionale, come l'inimitato Monokey. 

Alla testa della GIVI sempre con la stessa passione del primo giorno, il fondatore e presidente Giuseppe Visenzi (da cui l'acronimo), campione ai Motomondiali del 1969 con una Yamaha 350. GIVI è infatti un marchio da campioni. Basta pensare ai traguardi raggiunti con la storica sponsorizzazione del Team LCR Honda di Lucio Cecchinello che dura da oltre 15 anni.  


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