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lunedì 13 giugno 2016

“Saona Exclusive” la nuova proposta di Viva Resorts per scoprire e vivere al top un’isola piccola e antica

LA CHIAMANO SAONA DAL 1494, MA ERA ADAMANAY: UN'ISOLA INDIMENTICABILE NEL MAR DEI CARAIBI

Apparteneva ai Taínos, sino a quando venne scoperta da un amico di Cristoforo Colombo che proveniva da Savona. 

Dopo secoli, è ancora meravigliosa.

Si chiamava Ayiti quella che gli spagnoli hanno ribattezzato Hispaniola, che oggi conosciamo come Haiti e Repubblica Dominicana. Il nome era nella lingua dei Taínos, gli indigeni che la abitavano.

 

Non lontano dalla costa sud-orientale dell'odierna Repubblica Dominicana, sorgeva l'isoletta Adamanay, di 105 kmq: di natura carsica, con grotte, doline e 90 chilometri di coste circondate da barriera corallina, rocciose al nord e sabbiose al sud, con acqua dolce che scorre sotto terra e abbondanza di lagune iper saline. 

Pur abitata dal 2000 a.C. Adamanay visse l'epoca di maggiore importanza verso l'800 d.C., con gli agricoltori taínos

Fino al 1494 era retta dal cacicco Cotubanamá ma poi venne scoperta da tale Michele da Cuneo, amico dell'ammiraglio Colombo, che la ricevette in dono ed essendo savonese, la chiamò Bella Saonese. Nel '600 e '700 fu ritrovo di corsari e venne ripopolata solo a partire dagli anni 1940-50, periodo a cui risalgono le tantissime palme. Oggi una comunità dominicana abita i due villaggi di Mano Juan e Catuano.

 

L'excursus è per ricordare che Saona – oggi si chiama così – non è un'isoletta creata a beneficio del turismo internazionale ma al contrario ha un'identità antica.

Anche per questo Saona è la perla della collezione di esperienze che si possono vivere dai Viva Wyndham Dominicus.

 

Oltre cento specie di uccelli – fra cui pellicani, fregate, gabbiani, colombe, fenicotteri, picchi, corvi, civette e aironi – volteggiano nell'isola che dal 1975 fa parte del Parque Nacional del Este, recentemente ribattezzato Parque Cotubanamá, regolamentato dal Ministero dell'Ambiente.

Ancora oggi vi aleggia un'atmosfera senza tempo; anche se le abitazioni sono state ricostruite dopo l'uragano George del 1998, sono colorate casette in legno, con pavimento in cemento e tetto in zinco, dove vivono pescatori le cui mogli si dedicano alla vendita di artigianato. E ancora oggi recarsi sull'isola provoca una sensazione remota, di stupore e gratitudine.

 

Il punto ideale sulla costa per raggiungere Saona è Bayahibe, dove la catena alberghiera Viva Wyndham Resorts ha messo radici 29 anni fa. Dal molo dei due resort Viva Wyndham Dominicus Beach e Viva Wyndham Dominicus Palace ha fatto scoprire questo tesoro naturalistico a persone di tante nazionalità.

 

Meravigliati dalla luce e dai colori, i turisti hanno sempre espresso il desiderio di rimanere più tempo possibile sull'isola, dove il sole splende 13 ore al giorno e la temperatura media è di 26° tutto l'anno. 

Così recentemente Viva Wyndham Resorts ha creato Saona Exclusive, che più che un'escursione è un'esperienza. 

 

La catena alberghiera ha in concessione una spiaggia sull'isola, dove ha realizzato un piccolo insediamento ad uso esclusivo dei suoi ospiti. Ospiti che partono presto la mattina dai due resort: alle 8.30 le lance a motore li attendono per costeggiare il parco nazionale. 

Si sosta a El Peñon e alle Piscinas Naturales per nuotare in fondali bassi ammirando enormi stelle marine.

 

Quindi ci si dirige verso uno dei tratti più spettacolari di Saona: Canto de la Playa, per passeggiare su una spiaggia che pare farina e nuotare fra le screziature del mare. 

La tappa successiva è il villaggio di Mano Juan, con le sue casette azzurre dove vive il 90% della popolazione dell'isola.

 

Dopodiché ci si sposta nella spiaggia privata, attrezzata con un nuovissimo, elegante ristorante con tavoli da due. 

Saona Exclusive, che accoglie al massimo 50 persone ed è fattibile solo in alcuni giorni, prevede servizio al tavolo e Menu a base di: tris di antipasti con tartare di tonno, carpaccio di dorado e salmone affumicato, spaghetti con aragosta, spiedino con calamari e gamberi, buffet con verdure, frutta tropicale e dolci.

 

L'open bar, con etichette premium, continua anche in spiaggia, dove un servizio cameriere coccola gli ospiti sdraiati su chaise-longue o gazebo dallo stile balinese.

 

C'è tutto il tempo per rilassarsi e abbronzarsi, prima di ripartire a bordo del catamarano, che veleggia dolcemente nella luce del tramonto

Il rientro nei resort è previsto verso le 18.30, dopo dieci ore dalla partenza, non prima di aver brindato con ottimo rum, quel rum che dalle piantagioni dell'entroterra porta la dolcezza della canna da zucchero fino alle increspature del Mar dei Caraibi.

 

Viva Wyndham Dominicus Beach e l'adiacente Viva Wyndham Dominicus Palace sorgono a Bayahibe. Distano 20 minuti dall'aeroporto de La Romana, 45 da quello di Punta Cana e 75 da quello di Las Americas, tutti ottimamente collegati all'Italia. 

Sono proposti in formula all inclusive. Sono prenotabili direttamente o tramite pacchetti con volo forniti da numerosi tour operator italiani.

 




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