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lunedì 24 gennaio 2011

Regione che vai, pasta che trovi

 


pasta fresca


Secondo la leggenda è stato Marco Polo nel 1295 ad introdurre la pasta in Occidente. In realtà, la pasta ha origini ben più lontane, che risalgono al neolitico quando l’uomo iniziò a coltivare i cereali e a servirsene per l’alimentazione. Da allora la lavorazione della pasta è divenuta una vera arte, con oltre 300 formati utilizzati in Italia: dalla pasta secca di grano duro alla pasta fresca all’uovo e ancora pasta corta, lunga, rigata, liscia e ripiena. Inoltre, ogni regione produce particolari tipi di pasta da utilizzare nei piatti della cucina regionale.


Emilia-Romagna


L’Emilia-Romagna è la patria della pasta all’uovo, con varietà di formati, ripieni e condimenti che cambiano da provincia a provincia e anche da comune a comune. I tortellini in brodo sono tipici di Bologna, ma preparati anche nelle altre province inclusa Rimini. Sebbene il nome resti lo stesso, cambiano i tipi di carne usati nel ripieno e le proporzioni, piccoli particolari che non passano inosservati agli intenditori della buona cucina. Molto gettonati sono anche gli anolini di Parma e Piacenza, a forma di mezzaluna, i cappellacci di zucca ferraresi, i cappelletti romagnoli con parmigiano e ricotta, le lasagne verdi al forno, le tagliatelle al ragù e i garganelli, pennette rigate a forma sigaretta.


Lombardia


Nei ristoranti di Milano è immancabile il famoso risotto alla milanese, ma la cucina lombarda vanta altre specialità, come gli anolini in brodo, ripieni alla ricotta, i ravioli cremonesi e i casonsei di Brescia a forma di tubetto chiuso. Altrettanto deliziosi sono i famosi pizzoccheri valtellinesi, a base di grano saraceno e conditi con burro e formaggio.


Veneto


Tipici del Veneto sono i bigoli, una sorta di spaghettoni freschi, fatti con il torchio e conditi con una salsa diversa a seconda della provincia in cui ci si trova: a Vicenza sono conditi con sugo d’anatra, a Padova con bocconcini di pollo, mentre le versioni classiche sono quella veneziana, con salsa di cipolle e acciughe, e i bigoli con le sardelle di Verona.


Toscana


La cucina toscana è famosa per le sue saporite zuppe e carni, ma anche i primi piatti non sono da meno. Nella provincia di Siena si preparano i tipici pici, ovvero grossi spaghetti conditi con un sugo all’aglio e pomodoro e con mollica di pane. A Firenze, come nel resto della regione, potrete apprezzare le pappardelle con sughi di selvaggina, i tortelli di patate e i tordelli al sugo di carne.


Campania


In Campania antichi pastifici portano avanti la lavorazione tradizionale della pasta . Così nascono formati unici come le candele, dalla caratteristica forma cilindrica, gli scialatielli, sottili rettangoli di pasta schiacciata serviti con i frutti di mare o porcini, e i famosi paccheri di Napoli, pasta di grano duro, grande e rugosa perfetta per essere farcita o semplicemente accompagnata da un sugo al pomodoro.


Il Vino


La scelta del vino da abbinare alla pasta dipende principalmente dal sugo e dalla cottura. La pasta, infatti, può essere cucinata al forno o lessata in brodo con condimenti classici o ricchi. Ai ragù di carne si preferisce abbinare vini rossi, mentre con i sapori più dolci si sposano meglio vini bianchi, rosati o frizzanti che apportano acidità.


Un idea per il weekend è viaggiare in Campania e in Veneto e alloggiare negli alberghi a Napoli e hotel a Verona e uscire a cena o a pranzo per assaggiare la pasta regionale.


 

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